La statua in bronzo dedicata a Giacomo Mancini tornerà a casa. Lo ha annunciato con una nota pubblicata su Facebook la Fondazione Giacomo Mancini, fissando la data del 25 luglio per la nuova posa sullo scalone monumentale di palazzo de Matera, nel cuore del centro storico di Cosenza. Un ritorno simbolico, carico di significato storico e politico.
La data scelta non è casuale: il 25 luglio si celebra san Giacomo apostolo, ma soprattutto ricorre l’anniversario della caduta del fascismo nel 1943, evento che segnò una svolta epocale nella storia democratica del Paese. «Il giorno più bello della mia vita», amava ricordare Giacomo Mancini, leader socialista, sindaco e figura centrale della sinistra italiana del Novecento.
La nuova collocazione della statua rappresenta un ritorno alle origini, nel rione in cui Mancini nacque, visse e condusse le sue battaglie politiche. Proprio davanti all’abitazione dove trascorse gli ultimi anni della sua vita, e che oggi custodisce l’archivio della Fondazione a lui intitolata, l’opera troverà posto in un contesto intriso di memoria collettiva. È lì che aveva sede la storica Federazione socialista, la Camera del lavoro e da lì partivano i cortei del Primo Maggio.
La statua, opera dello scultore Domenico Sepe, era stata al centro di un recente e controverso allontanamento dalla sua precedente collocazione. Una decisione che aveva suscitato un’ondata di indignazione popolare, non solo a Cosenza ma anche tra le comunità calabresi nel mondo. Tantissimi, infatti, avevano espresso solidarietà alla Fondazione e si erano offerti di ospitare il monumento nei luoghi simbolici delle proprie città.
Tra le proposte arrivate, anche quella dei cittadini di via Popilia, quartiere popolare cosentino, che avevano offerto con affetto un nuovo spazio per il Leone socialista. Ma la scelta della Fondazione è ricaduta su un luogo altamente simbolico: dove tutto ebbe inizio, come recita il titolo del comunicato.
Il “Leone socialista” – così era soprannominato Mancini – tornerà quindi a vegliare sulla città, dalla quale era stato “cacciato con violenza”, si legge nella nota, ma che ora si prepara ad accoglierlo nuovamente con un abbraccio collettivo.
L’appuntamento è per il 25 luglio, quando si terrà la cerimonia ufficiale di riposizionamento della statua. La Fondazione ha invitato cittadini, istituzioni e rappresentanti politici a partecipare a questo momento di memoria condivisa, per rendere omaggio a una figura che ha segnato la storia del Mezzogiorno e della sinistra italiana.
