Proseguono le indagini della Guardia di finanza all’interno della sede della Regione Calabria a Germaneto, dove anche nella giornata di ieri gli investigatori hanno effettuato una nuova perquisizione nei locali del dipartimento Presidenza. L’operazione rientra in un nuovo filone investigativo coordinato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, guidata da Salvatore Curcio, e coinvolge diversi settori della macchina amministrativa calabrese.
Al centro dell’attenzione: la sanità, l’edilizia popolare, la depurazione e l’attività dell’Aterp, ente regionale che gestisce l’edilizia residenziale pubblica. Le Fiamme Gialle hanno prelevato atti e documenti considerati rilevanti ai fini dell’inchiesta, focalizzata in particolare sulla concessione di accreditamenti e autorizzazioni sanitarie, nonché sulla gestione di fondi e progetti in altri ambiti strategici.
Già nei giorni scorsi erano scattati ulteriori controlli: giovedì è stata eseguita una perquisizione presso l’abitazione di Tommaso Calabrò, attuale dirigente generale ad interim del dipartimento Salute. In parallelo, accertamenti analoghi sono stati condotti negli uffici utilizzati da Tonino Daffinà, figura vicina al centrodestra, già alla guida dell’Aterp e attualmente sub-commissario per la depurazione e il riuso delle acque reflue, incarico ricevuto nel 2023 con nomina diretta della Presidenza del Consiglio.
Il governatore Roberto Occhiuto, rientrato da Bruxelles, ha accolto positivamente le indagini, ricordando che la Regione ha sempre operato in maniera trasparente: «L’avevo detto: controllate tutto. E così stanno facendo. Ben vengano i controlli – ha dichiarato – i Dipartimenti della Regione non hanno nulla da nascondere». Il presidente ha poi sottolineato che il rigore amministrativo è un tratto distintivo del suo esecutivo, soprattutto in un settore delicato come quello sanitario.
Le operazioni attuali non sarebbero collegate né all’inchiesta che coinvolge lo stesso Occhiuto per presunta corruzione, né a quella che ha portato all’arresto del primario di Oculistica del Policlinico “Dulbecco” e della sua segretaria, con diversi docenti e medici già iscritti nel registro degli indagati. Si tratterebbe, infatti, di un’indagine autonoma, i cui dettagli restano ancora riservati.
Nel frattempo, emergono anche altri elementi d’interesse investigativo, come la gestione delle attività della Fondazione Film Commission Calabria, già sotto pressione per presunti mancati adempimenti in tema di trasparenza e rendicontazione. In particolare, sarebbe stata contestata l’omessa pubblicazione delle determine, che ha reso difficile, secondo alcune voci politiche d’opposizione, il controllo da parte della cittadinanza e degli organi competenti.
Le autorità inquirenti proseguono il lavoro di raccolta e analisi, nel tentativo di chiarire se il materiale acquisito potrà consolidare le ipotesi investigative in campo. Il clima resta di stretta riservatezza, ma le attività delle forze dell’ordine indicano una crescente attenzione verso la gestione della cosa pubblica in ambiti strategici per la Calabria, e in particolare sul corretto utilizzo delle risorse regionali.