Allarme dalla casa circondariale di Ferrara: presunta violenza su una detenuta transgender di Cosenza

La vicenda mette in evidenza le gravi criticità del sistema carcerario italiano per le persone transgender, spesso collocate in strutture non adeguate, come nel caso della donna, reclusa in un carcere maschile non idoneo alle sue esigenze

Una donna transgender di 43 anni, detenuta nel carcere di Ferrara dallo scorso aprile e originaria di Cosenza, ha accusato di essere stata vittima di violenza sessuale da parte di quattro detenuti, episodio avvenuto il 24 giugno dopo essere stata attirata con la scusa di un caffè.

La denuncia ha portato all’apertura di un’indagine da parte della Procura di Ferrara e a un accertamento interno dell’istituto penitenziario. La vicenda mette in evidenza le gravi criticità del sistema carcerario italiano per le persone transgender, spesso collocate in strutture non adeguate, come nel caso della donna, reclusa in un carcere maschile non idoneo alle sue esigenze, nonostante fosse originaria di Reggio Emilia, dove esiste una sezione dedicata. La situazione è complicata anche dal sovraffollamento e dall’isolamento di queste persone, che vivono spesso in condizioni di grande marginalizzazione. La donna aveva già segnalato molestie e chiesto un trasferimento prima dell’episodio, ma ciò non è stato evitato.

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