La vicenda che coinvolge il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sta prendendo una piega sempre più complessa, con la Guardia di Finanza e la Procura di Catanzaro al lavoro per ricostruire un presunto triangolo di potere e corruzione. Al centro dell’inchiesta, il rapporto tra Occhiuto, l’amministratore di Ferrovie della Calabria (Fdc), Ernesto Ferraro, e Paolo Posteraro, ex socio di Occhiuto e attuale capo della segreteria della sottosegretaria di Stato Matilde Siracusano.
La questione riguarda principalmente la nomina di Ferraro al vertice di Ferrovie della Calabria, e la successiva consulenza da 120mila euro assegnata a Posteraro per un incarico amministrativo in Fdc, che è stato stipulato mentre il concorso per una figura dirigenziale era ancora in fase di definizione. Gli inquirenti stanno cercando di capire se vi sia stata una connessione tra queste azioni e potenziali atti di corruzione.
L’inchiesta e le perquisizioni: documenti sotto esame
Gli investigatori hanno acquisito una serie di documenti cartacei e materiale informatico, tra cui contratti, determine e delibere, nel corso delle perquisizioni effettuate nella sede di Ferrovie della Calabria e nelle abitazioni degli indagati. Le operazioni, avvenute venerdì scorso, hanno portato al sequestro di documenti che gli inquirenti stanno ora esaminando con attenzione per incrociare date, cifre e dettagli legati ai rapporti tra Occhiuto, Ferraro e Posteraro.
Al momento, sono tre gli avvisi di garanzia notificati: uno a Occhiuto, uno a Ferraro, e uno a Posteraro, accusati di concorso in corruzione. La procura ha indicato Catanzaro come luogo in cui sarebbero avvenuti i presunti reati, con l’iscrizione del procedimento risalente al 2024. La vicenda si lega ai rapporti economici e professionali tra Occhiuto e Posteraro, che in passato sono stati soci di società con sede a Cosenza.
Occhiuto: «Chiedo di essere sentito»
Il governatore calabrese ha deciso di intervenire direttamente sulla questione, cercando di dissociarsi dalle accuse. Mercoledì sera ha diffuso un video sui suoi canali social, chiedendo di essere sentito dai pm per chiarire la sua posizione. Nonostante la sua disponibilità, per ora non sono arrivate convocazioni ufficiali da parte della Procura. Occhiuto ha espresso fiducia nella giustizia e ha ribadito di non avere alcun coinvolgimento illecito nelle vicende che lo riguardano.
Una storia ancora tutta da chiarire
L’inchiesta è ancora in fase di sviluppo, e molte domande restano senza risposta. Gli investigatori devono ancora analizzare i documenti acquisiti e mettere insieme gli elementi necessari per verificare la legittimità delle nomine e degli incarichi. Nonostante la dichiarazione pubblica di Occhiuto, il caso potrebbe avere ripercussioni politiche e amministrative, in un periodo in cui la Calabria è già alle prese con numerosi problemi legati alla governance regionale.
Il contesto politico: tra sospetti e reazioni
Il caso sta generando una forte attenzione politica in Calabria, con alcuni sostenitori di Occhiuto che esprimono solidarietà, mentre altri sono preoccupati per le implicazioni legali e politiche dell’inchiesta. Il coinvolgimento di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato e compagna di Occhiuto, non fa che complicare ulteriormente la vicenda, suscitando sospetti di conflitti d’interesse e di mancata trasparenza.