Calabria senz’acqua: un dramma che si rinnova tra siccità, sprechi e speranze tradite

Non bastano piogge abbondanti, fondi straordinari o nomine tecnocratiche: servono manutenzione, trasparenza, investimenti lungimiranti e soprattutto rispetto per un diritto universale

La Calabria vive un paradosso idrico che si consuma da decenni: piove tanto, ma l’acqua nei rubinetti scarseggia. Una contraddizione che assume oggi, tra estate infuocata e crisi climatica, i contorni di un’emergenza strutturale, sociale e ambientale.

Una lunga storia di paura e disservizi

La narrazione dell’acqua in Calabria è un racconto intriso di sensi di colpa e tragedie. L’acqua, pur abbondante nei rovesci atmosferici, è assente quando serve davvero: nelle abitazioni, nelle scuole, negli ospedali. Da settimane molte aree della regione vivono quotidiani disagi legati all’assenza di approvvigionamento, esasperando le famiglie, aggravando la condizione di anziani e bambini, e trasformando la vita quotidiana in una sfida logorante.

Sorical e il sogno (incompiuto) di una gestione unica

Dal 2023, la gestione del Servizio Idrico Integrato è affidata a Sorical, società partecipata dalla Regione Calabria. Un cambio di passo teorico, perché nella pratica i risultati tardano ad arrivare. La promessa era quella di un sistema più efficiente e moderno, ma le fragilità preesistenti — reti fatiscenti, sprechi abissali, carenza di investimenti — continuano a compromettere il servizio.

Secondo il “Libro Bianco 2025” della Community “Valore Acqua per l’Italia”, la Calabria ha ridotto le gestioni autonome nei Comuni, passando dal 91% al 77%. Un piccolo progresso, ma insufficiente ad arginare una crisi strutturale e aggravata dagli effetti del cambiamento climatico.

Emergenza climatica e stress idrico al massimo livello

La Calabria è tra le quattro regioni italiane — insieme a Puglia, Basilicata e Sicilia — a soffrire del più alto livello di “stress idrico”, un indicatore che misura il rapporto tra prelievi e risorsa disponibile. Una situazione che, a livello europeo, accomuna solo altre tre regioni. La causa? Meno giorni di pioggia, quasi nessuna neve, temperature sempre più alte. Un contesto che rende ancora più urgente la messa in sicurezza delle reti idriche e una gestione razionale delle risorse.

Investimenti dal Governo: saranno sufficienti?

Il Governo ha stanziato 17,5 milioni di euro per contrastare la crisi idrica calabrese, di cui 10,5 solo negli ultimi giorni. Fondi destinati a “portare sollievo” in una terra che somiglia sempre più a un deserto assetato. Ma la domanda è lecita: saranno davvero risolutivi?

La risposta, purtroppo, sembra negativa se non accompagnata da interventi strutturali sulle infrastrutture e da un monitoraggio efficace dei consumi e delle perdite.

Reti colabrodo e sfiducia nei rubinetti

Secondo i dati Istat del 2022, il 45% delle famiglie calabresi denuncia irregolarità nell’erogazione dell’acqua potabile — la percentuale più alta d’Italia. Ma c’è di più: il 51,1% dei cittadini non beve l’acqua del rubinetto per mancanza di fiducia nella sua qualità.

Un dato reso ancora più sconcertante da un’analisi della Cgia di Mestre: ogni giorno vengono immessi nella rete 527 litri per abitante, ma solo 257 arrivano a destinazione. Più della metà dell’acqua si perde, letteralmente, nel nulla. Un buco nero infrastrutturale, economico e ambientale.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Da Firenze, il delegato Crui e rettore dell’Unical lancia una visione per gli atenei: formare...
Il 20 marzo l’Ateneo apre le porte alla cittadinanza per la Giornata Nazionale delle Università...
I sindacati: "servono soluzioni concrete per scongiurare gli ammortizzatori sociali e rilanciare il progetto industriale"...

Altre notizie

Altre notizie