Tensione altissima nella Provincia di Cosenza dopo l’approvazione del Conto consuntivo 2024, votato nel Consiglio provinciale di giovedì scorso. Al centro della polemica, un buco finanziario da 83 milioni di euro, definito “disastroso” dalla presidente in carica Rosario Succurro, che ha puntato il dito contro l’operato della giunta guidata da Mario Oliverio, chiusa ormai da oltre un decennio.
La presidente ha parlato apertamente di “eredità pesanti lasciate dalla gestione Oliverio”, attirando l’immediata e veemente replica dell’ex presidente, che ha annunciato per mercoledì 28 maggio 2025 una conferenza stampa per rispondere punto per punto alle accuse, con documenti e atti ufficiali alla mano.
«Succurro mistifica la realtà per coprire le sue responsabilità», ha affermato Oliverio in una nota durissima, accusando l’attuale vertice provinciale di utilizzare un capro espiatorio per distogliere l’attenzione dalla gestione attuale dell’Ente. Secondo l’ex presidente, attribuire la colpa del deficit a una giunta cessata nel 2014 è “storicamente e politicamente inaccettabile”.
Oliverio rivendica i risultati ottenuti nel periodo del suo mandato, definendolo un tempo di “buona amministrazione, trasparenza e operatività”, che avrebbe permesso alla Provincia di Cosenza di essere riconosciuta a livello nazionale per le buone pratiche amministrative. La sua controffensiva politica e mediatica si annuncia dunque articolata e supportata da documentazione dettagliata.
Nel frattempo, le polemiche non accennano a placarsi, con uno scontro istituzionale che si fa sempre più acceso e che promette di animare il dibattito politico provinciale nelle prossime settimane. La vicenda del rendiconto 2024 rischia così di trasformarsi non solo in un confronto tecnico-contabile, ma in un vero e proprio scontro di visioni sulla gestione della cosa pubblica.
La conferenza stampa di Oliverio potrebbe rimescolare le carte, anche in vista di futuri equilibri politici e amministrativi all’interno della Provincia di Cosenza. Per ora, resta la certezza di un deficit multimilionario da spiegare e una contesa aperta tra accuse incrociate e rivendicazioni opposte.