Un sindacato radicato nella partecipazione e nella responsabilità sociale: è questa la visione tracciata da Giuseppe Lavia, confermato segretario generale della Cisl Calabria durante il XIV Congresso regionale del sindacato, tenutosi a Campora San Giovanni (CS). Lavia, acclamato dal Consiglio generale eletto nel pomeriggio, ha chiuso la prima giornata dei lavori illustrando le sue linee guida per il futuro.
Il Congresso, dal titolo “Il coraggio della partecipazione per una Calabria Generativa: Lavoro, Legalità, Territorio, Servizi”, ha riunito delegati, dirigenti e rappresentanti istituzionali, segnando un momento cruciale per la definizione delle priorità sindacali in una regione spesso segnata da disuguaglianze e mancanza di prospettive.
L’intervento del segretario nazionale della Cisl, Daniela Fumarola, atteso per la tarda mattinata, concluderà i lavori, dando un respiro nazionale a una riflessione nata dal cuore del Mezzogiorno. Ma è stato Lavia a imprimere un cambio di passo con un manifesto politico-sindacale ispirato all’eredità culturale di Ezio Tarantelli, l’economista ucciso dalle Brigate Rosse, citato come modello di “coraggio delle proposte impopuliste”.
“La nostra è una Cisl popolare, mai populista”, ha detto Lavia con determinazione, ribadendo l’impegno del sindacato calabrese a essere presidio di legalità e promotore di diritti, innovazione e giustizia sociale. Ha parlato di una Calabria che conosce bene le sue fragilità, ma anche delle opportunità che possono germogliare se accompagnate da una visione condivisa e dalla forza dell’impegno collettivo.
Tra i temi centrali, la denuncia dei ritardi strutturali e la rivendicazione di un lavoro dignitoso, sicuro e stabile, così come il superamento dei divari territoriali ed economici che penalizzano il Sud. Lavia ha indicato come fondamentali anche le transizioni ecologica e digitale, da affrontare in modo equo per non lasciare indietro nessuno.
Legalità, coesione sociale, servizi territoriali e sviluppo inclusivo sono i pilastri su cui la Cisl Calabria vuole costruire una “regione generativa”, dove ogni persona possa sentirsi parte attiva del cambiamento. Non è mancato un riferimento all’impegno morale e civile: “Abbiamo il dovere di indignarci per i diritti negati e le opportunità perdute”, ha ribadito il segretario.
“Vogliamo essere costruttori di futuro, portatori di speranza e di coraggio”, ha concluso Lavia, dando un volto concreto alla missione del sindacato in una terra che chiede risposte, ma che è anche capace di rinnovarsi. Un messaggio che ha raccolto il plauso unanime della platea, pronta a ripartire con rinnovata energia.