La Fiera di San Giuseppe di Cosenza: tra tradizione e critiche politiche

Nonostante il fascino storico, l'edizione di quest'anno ha sollevato polemiche e disagi organizzativi. Le pesanti accuse del coordinatore cittadino di FdI, Sergio Strazzulli contro la Giunta Caruso

La Fiera di San Giuseppe, cuore pulsante della tradizione cosentina, ha chiuso i battenti oggi, dopo giorni di attività intense e affollate. L’evento, che celebra la festa di primavera e l’omaggio a San Giuseppe, è da sempre un punto di riferimento per la città, mantenendo intatto il suo fascino nonostante i cambiamenti nel tempo. Quest’anno, però, non sono mancate le difficoltà, alimentando le critiche da parte dell’opposizione politica.

La, che si snoda lungo i tre chilometri del viale Mancini, ha visto la manifestazione tradizionale circuito commerciale modificato, ma senza alterare il significato culturale e sociale che la Fiera rappresenta per i cosentini. Tuttavia, le polemiche si sono concentrate sulla gestione dell’evento, con l’aumento delle tariffe per gli espositori e la riorganizzazione degli spazi che ha suscitato malumori tra i venditori. In particolare, molti operatori hanno scelto di non partecipare a causa dell’imposizione di tariffe più elevate, ufficializzate solo poco prima della scadenza delle prenotazioni, e dei trasferimenti di sede imposti dall’Assessorato.

Il coordinatore cittadino di FdI, Sergio Strazzulli, ha accusato la Giunta Caruso di non aver ascoltato le necessità dei commercianti, in particolare quelli che espongono artigianato tradizionale come vimini, terrecotte, piante e fiori, che sono un simbolo identitario della Fiera. Secondo Strazzulli, l’evento ha perso parte della sua autenticità e della sua valenza culturale, a causa della gestione inefficace delle risorse e delle scelte fatte dalla Giunta.

L’opposizione a Palazzo dei Bruzi ha pesantemente criticato l’organizzazione dell’evento, definendola un “clamoroso insuccesso”. I consiglieri di minoranza, tra cui Francesco Caruso, Francesco Cito e Giuseppe D’Ippolito, hanno sottolineato il malfunzionamento della piattaforma per i permessi, i disagi causa dalle lunghe file e l’assegnazione errata degli spazi, che ha portato a situazioni confuse per i commercianti. Inoltre, le tariffe elevate e lo spostamento degli espositori storici in aree poco funzionali hanno contribuito all’abbandono da parte di molti. In particolare, i commercianti provenienti da Soriano Calabro, Seminara e Caltagirone hanno disertato la Fiera, mettendo in evidenza l’impossibilità di mantenere intatta la tradizione.

L’opposizione accusa il sindaco Franz Caruso di non aver preso in considerazione le necessità del settore e di aver minimizzato i problemi, attribuendo la responsabilità alla gestione dell’assessore Massimiliano Battaglia e del dirigente Francesco Giovinazzo, che hanno operato con risorse insufficienti. Il gruppo di consiglieri chiede ora un cambio di rotta, auspicando un tavolo di confronto con le categorie storiche della manifestazione per progettare una Fiera che ripristini la sua autenticità e dignità.

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