Il centrodestra calabrese attraversa una fase complessa, segnata da difficoltà nell’approvazione delle riforme e da un’assenza di strategia chiara in vista delle elezioni amministrative. Due segnali di stop nel Consiglio regionale hanno evidenziato la fragilità della coalizione di governo: il mancato quorum per l’approvazione delle Agenzie ReDigit e Arec, rispettivamente dedicate al digitale e all’energia. Le defezioni interne alla maggioranza hanno impedito il via libera, nonostante il sostegno di alcuni esponenti dell’opposizione.
Oltre a queste battute d’arresto, altre riforme risultano bloccate, come l’introduzione del consigliere supplementare e il limite al numero degli assessori esterni. Su quest’ultimo punto, Roberto Occhiuto ha espresso riserve, preferendo un approccio più flessibile rispetto alle restrizioni proposte. Le divergenze all’interno della maggioranza rallentano così l’iter legislativo, creando un clima di incertezza.
Le difficoltà del centrodestra emergono anche a livello locale: Lamezia Terme e Rende, due città chiave nelle prossime elezioni, non hanno ancora un candidato unitario, mentre i ritardi nella definizione delle strategie preoccupano i vertici della coalizione. La tendenza negativa è chiara: negli ultimi tre anni, il centrodestra ha perso tutte le grandi città chiamate al voto, con i cinque capoluoghi di provincia e Corigliano Rossano in mano al centrosinistra.
Nonostante la conquista della presidenza dell’Anci Calabria con Rosaria Succurro, la coalizione fatica a costruire una rete solida di amministratori locali. Nel frattempo, il centrosinistra si mostra più dinamico nei territori, sebbene sia minoranza sia a livello regionale che nazionale.
Le elezioni della prossima primavera rappresentano quindi un banco di prova cruciale, con sfide importanti in centri come Cassano allo Ionio e Isola Capo Rizzuto, dove il doppio turno potrebbe rimescolare gli equilibri. Scilla e San Luca, invece, torneranno al voto dopo il commissariamento per infiltrazioni mafiose, con la Commissione Antimafia che ha persino ipotizzato la candidatura di un parlamentare per garantire la tenuta democratica nel comune aspromontano.
Il centrodestra calabrese, pur sminuendo le difficoltà come semplici “circostanze poco favorevoli”, si trova di fronte a segnali evidenti di un malessere politico. Il test elettorale sarà decisivo per comprendere se la coalizione riuscirà a invertire il trend negativo o se il centrosinistra continuerà a rafforzarsi nei territori.