Fiera di San Giuseppe: gli ambulanti protestano contro le nuove tariffe

Aumenti e spostamenti delle postazioni scatenano la polemica: gli espositori minacciano di disertare l’evento

Cresce la tensione tra gli ambulanti della Fiera di San Giuseppe a Cosenza, che hanno manifestato il loro malcontento per le decisioni dell’amministrazione comunale riguardo alle nuove tariffe per l’occupazione del suolo pubblico. A generare la protesta è stato un aumento dei costi ritenuto eccessivo, oltre allo spostamento delle tradizionali postazioni.

I venditori di vimini, piante, fiori e terrecotte, la cui partecipazione alla fiera è prevista dal 15 al 23 marzo, hanno inviato una lettera al sindaco Franz Caruso, all’assessore alle Attività economiche e produttive Massimiliano Battaglia e al dirigente del settore Francesco Giovinazzo, annunciando la loro intenzione di non prendere parte alla manifestazione.

“Siamo stanchi di dover ricorrere al TAR per far valere i nostri diritti”, hanno dichiarato i rappresentanti dell’Ana-Ugl, denunciando cambiamenti improvvisi nelle tariffe e nelle assegnazioni degli spazi. In particolare, gli ambulanti hanno contestato il fatto che, dopo la pubblicazione del bando, il piano tariffario inizialmente annunciato sia stato modificato, con un rincaro significativo delle imposte.

Nella lettera inviata agli amministratori comunali, gli espositori hanno spiegato le ragioni della loro protesta. “Non siamo stati informati dello spostamento delle postazioni”, si legge nel documento, che evidenzia anche la mancata convocazione di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria. Questo avrebbe permesso agli operatori di discutere delle nuove condizioni logistiche, giudicate inadeguate per l’allestimento delle attrezzature necessarie alla vendita.

A destare particolare sconcerto è stato l’aumento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Gli ambulanti hanno ricordato che l’amministrazione aveva inizialmente previsto un costo di 1,20 euro al metro quadrato, il che avrebbe comportato una spesa giornaliera di 10,80 euro per un modulo di 9 mq e un totale di 54 euro per cinque giorni. Tuttavia, nel bando ufficiale, è stato richiesto un pagamento di 200 euro a espositore, una cifra considerata insostenibile. “Ogni operatore necessita di almeno 8-10 moduli, rendendo impossibile la partecipazione”, hanno sottolineato.

Nonostante le proteste, il programma della Fiera di San Giuseppe prevede la disposizione degli espositori in tre diverse aree lungo viale Mancini:

  • Zona A (primo tratto sud): vimini, piante, terrecotte, merce varia, giostre e stand food (fino al 23 marzo).
  • Zona B (dall’incrocio con via Tommaso Aceti a via Scopelliti): merce varia e stand food.
  • Zona C (da via Scopelliti alla rotatoria del Parco Nichola Green): merce varia, food, lampadari e porcellane.

Nell’area espositiva saranno presenti anche associazioni di volontariato. Nel frattempo, gli ambulanti rimangono fermi sulla loro decisione di disertare la fiera, a meno che l’amministrazione comunale non riveda le condizioni economiche.

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