Calabria e Intelligenza Artificiale: verso una regolamentazione regionale

Una proposta di legge mira a rendere la regione un punto di riferimento per l’Intelligenza Artificiale in Italia, mentre resta in sospeso la creazione della società digitale "ReDigit"

La Calabria punta sull’Intelligenza Artificiale con una nuova proposta di legge che introduce una disciplina temporanea e sperimentale per regolamentare l’uso dell’IA sul territorio regionale. L’obiettivo è promuovere l’innovazione e consentire lo sviluppo delle nuove tecnologie in attesa di un quadro normativo europeo e nazionale.

La proposta, firmata dal presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso (Lega), dal vicepresidente Pierluigi Caputo (Forza Italia) e dal capogruppo della Lega Giuseppe Gelardi, sarà esaminata dalla prima commissione del Consiglio regionale a partire dal 20 febbraio.

Secondo i promotori, la Calabria vuole diventare leader nazionale nello sviluppo di un’IA sicura, affidabile ed etica, candidandosi come punto di riferimento per la ricerca e l’applicazione di queste tecnologie.

Un registro regionale per l’IA e incentivi per le aziende

La proposta di legge prevede la creazione di un registro regionale per aziende, startup, spin-off, associazioni, enti pubblici e istituzioni scolastiche che operano nel settore dell’IA. I soggetti iscritti potranno accedere a premialità nei bandi di finanziamento regionale, incentivando così lo sviluppo e la sperimentazione di nuove soluzioni tecnologiche.

Tra le misure previste anche l’istituzione di un ufficio regionale dedicato all’IA, con la partecipazione di esperti, rappresentanti delle istituzioni locali, garanti per la privacy e referenti del mondo accademico e imprenditoriale. Questo organismo avrà il compito di monitorare, regolamentare e supportare l’adozione dell’IA in Calabria.

“ReDigit” e il nodo della digitalizzazione

La discussione sulla regolamentazione dell’IA si intreccia con il destino di “ReDigit”, la nuova società per la digitalizzazione della Calabria voluta dal centrodestra ma ancora bloccata a Palazzo Campanella. L’idea, sostenuta dal vicepresidente della Regione con delega alla transizione digitale Filippo Pietropaolo, è quella di colmare il ritardo tecnologico accumulato dalla regione negli ultimi trent’anni, creando un sistema capace di affrontare le sfide dell’innovazione digitale, della ricerca e della formazione professionale.

Tuttavia, la sua approvazione in Consiglio regionale richiede una maggioranza qualificata dei due terzi, e alcune tensioni interne alla coalizione di governo hanno finora rallentato l’iter legislativo. La situazione potrebbe sbloccarsi nella prossima seduta del Consiglio, prevista per il 24 febbraio, quando all’ordine del giorno potrebbero esserci sia la legge su “ReDigit” che quella sull’Agenzia per l’energia (“Arec”).

Il futuro dell’IA in Calabria

Con questa iniziativa, la Calabria cerca di anticipare le regolamentazioni nazionali ed europee sull’IA, ponendosi come regione pioniera nella sperimentazione e nell’adozione di nuove tecnologie. Tuttavia, il successo del progetto dipenderà dalla capacità di attrarre investimenti e di creare un ecosistema favorevole allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, superando gli ostacoli burocratici e politici che finora hanno frenato l’innovazione nella regione.

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