L’annuncio del presidente Roberto Occhiuto sull’imminente uscita della Calabria dal commissariamento della sanità non convince la Cgil Calabria, che esprime forte scetticismo sulla reale capacità del sistema sanitario regionale di garantire ai cittadini un servizio efficiente e accessibile.
Le critiche della Cgil: ospedali in crisi e carenza di personale
Secondo la segreteria confederale della Cgil Calabria, la sanità regionale continua a trovarsi in una situazione di grave difficoltà, con strutture carenti, personale insufficiente e servizi inadeguati.
«Difficile immaginare un cambio di passo per i nostri concittadini e per il diritto alla salute, quando i paradossi e le lacune che attraversano la sanità sono così profondi».
Il sindacato elenca una serie di critiche irrisolte, tra cui:
- Rete ospedaliera depotenziata, con strutture nuove mai completate.
- Mancanza di centinaia di medici di base e guardie mediche spesso scoperte.
- Concorsi per nuove assunzioni deserti, con difficoltà a trovare specialisti.
- Ambulanze private di personale medico, rendendo il soccorso meno efficace.
- Ritardi nel completamento delle Case della Salute, finanziate dal Pnrr e che dovrebbero essere operative entro il 31 dicembre 2026.
- Prevenzione sempre meno accessibile, con screening e visite ridotte.
Il nodo dell’emigrazione sanitaria e della privatizzazione
Uno dei problemi più gravi segnalati dalla Cgil è l’emigrazione sanitaria, con molti calabresi costretti a curarsi fuori regione per ottenere prestazioni adeguate. A questo si aggiunge il crescente peso della sanità privata, che per molti diventa l’unica alternativa a un sistema pubblico inefficiente.
«Il diritto alla salute in Calabria non è esigibile, e ci chiediamo: sono stati sanati i debiti e raggiunti gli standard minimi dei Lea?».
Un’uscita dal commissariamento senza reali miglioramenti?
La Cgil Calabria mette in dubbio che l’uscita dal commissariamento possa tradursi in un miglioramento tangibile per i cittadini. Secondo il sindacato, senza un piano serio di investimenti e assunzioni, la multa della gestione commissariale potrebbe essere solo una vittoria politica, senza effetti concreti sulla qualità dell’assistenza sanitaria.
Il dibattito resta quindi aperto: mentre il governo regionale dà risultati per i miglioramenti nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e punta a riportare la sanità sotto il controllo della Regione , i sindacati denunciano una situazione ancora lontana dalla normalità.