Povertà in aumento nel Cosentino: sempre più famiglie in difficoltà

L’ultimo rapporto Istat evidenzia un incremento degli indigenti. Il lavoro non basta più a garantire stabilità economica. Il Banco Alimentare supporta oltre 44.000 indigenti nella provincia

Il numero di persone in difficoltà economica nel Cosentino è in costante crescita, trasformando la povertà in un fenomeno sempre più diffuso. L’ultimo rapporto Istat conferma che le disuguaglianze stanno aumentando rapidamente, mentre gli enti caritativi registrano un incremento degli assistiti. Secondo i dati aggiornati a novembre, le strutture della rete del Banco Alimentare supportano oltre 44.000 indigenti nella provincia. Tuttavia, accanto a questi numeri ufficiali, esiste una realtà sommersa fatta di persone che, per pudore o vergogna, evitano di chiedere aiuto.

I nuovi poveri sono famiglie e singoli che non riescono più a far fronte alle spese quotidiane, tra affitti, bollette, istruzione dei figli e carburante per l’auto. In molti casi, i bilanci domestici sono talmente compromessi che si è costretti a scegliere tra l’acquisto del cibo e le cure mediche, rinunciando a visite specialistiche e trattamenti sanitari essenziali.

Se un tempo avere un lavoro rappresentava una garanzia contro la povertà, oggi questa equazione è saltata. Numerosi lavoratori, pur percependo uno stipendio, non riescono a coprire le spese di base, soprattutto a causa dell’aumento del costo dell’energia e dei beni essenziali. La precarietà si è estesa anche a chi ha un impiego, rendendo sempre più labile il confine tra stabilità e indigenza.

Negli ultimi anni, la situazione si è aggravata per diverse categorie: giovani che hanno perso il reddito di cittadinanza, anziani con pensioni insufficienti, stranieri e anche lavoratori autonomi o professionisti. La povertà non ha più un volto unico, ma assume forme trasversali, coinvolgendo fasce di popolazione sempre più ampie.

A peggiorare il quadro sociale e economico si aggiungono le prospettive legate alla riforma dell’Autonomia differenziata, che potrebbe amplificare ulteriormente le disparità tra le diverse aree del Paese, aggravando le difficoltà nel Mezzogiorno e aumentando le disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi essenziali.

La situazione nel Cosentino rappresenta un campanello d’allarme: la povertà sta diventando una condizione diffusa, con il rischio di un impoverimento generale che potrebbe avere conseguenze sociali sempre più gravi nei prossimi anni.

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