Rosa Vespa e il caso del rapimento di Sofia: avrebbe agito da sola

La storia che ha sconvolto Cosenza: la donna di 51 anni, avrebbe orchestrato un piano per rapire la piccola Sofia nascondendo tutto al marito Acqua Moses che oggi saranno interrogati

L’irruzione della polizia nell’abitazione di Castrolibero ha messo fine a una vicenda inquietante. Rosa Vespa, insieme al marito nigeriano Acqua Moses, 47 anni, avrebbe sottratto la bambina con uno stratagemma, ingannando i genitori all’interno della clinica Sacro Cuore di Cosenza. Durante l’operazione, la donna avrebbe dichiarato agli agenti: «Ho architettato tutto io!», cercando di proteggere il marito e assumendosi l’intera responsabilità del sequestro.

La vicenda ruota attorno a una finta gravidanza, ideata da Rosa Vespa per simulare l’arrivo di un bambino, mai nato, che avrebbe dovuto chiamarsi Ansel. La piccola Sofia, rapita con l’inganno, avrebbe preso il posto del presunto neonato, e il suo arrivo sarebbe stato celebrato con una festa nella casa della coppia. La celebrazione, organizzata a poche ore dal rapimento, includeva pasticcini, confetti e palloncini, ma è stata bruscamente interrotta dagli investigatori, che hanno arrestato Rosa Vespa per sequestro di persona.

Alla festa erano presenti anche la madre, la sorella e il cognato della donna. Quest’ultimo ha rivelato un ulteriore dettaglio agli inquirenti: a settembre, Rosa Vespa aveva organizzato un’altra festa per annunciare il presunto sesso del bambino che diceva di aspettare. Secondo quanto riferito, la donna avrebbe dichiarato che si trattava di un maschietto, rinforzando così la farsa della gravidanza.

Le indagini, dirette dal questore Giuseppe Cannizzaro, stanno cercando di ricostruire nel dettaglio i fatti. Oggi, venerdì 24 gennaio, Rosa Vespa e Acqua Moses saranno interrogati dal Gip di Cosenza, alla presenza degli avvocati Gianluca Garritano e Teresa Gallucci. Gli inquirenti cercheranno di chiarire ogni aspetto del piano messo in atto dalla coppia e verificare eventuali responsabilità di altre persone coinvolte.

La vicenda ha suscitato sgomento nell’opinione pubblica per la sua complessità e per il coinvolgimento di una bambina innocente. Gli investigatori continuano a lavorare per assicurarsi che la verità venga completamente alla luce.

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