La sicurezza sul lavoro resta un tema critico, come dimostrano le recenti denunce di un gruppo di operai addetti alla pulizia dei treni nella stazione di Vaglio Lise, a Cosenza. Gli operai, una dozzina in tutto e sette firmatari della denuncia, hanno inviato un documento dettagliato a varie autorità, tra cui l’Ispettorato del lavoro, l’Inps, la Guardia di Finanza e Trenitalia Reggio Calabria. Otto i punti critici elencati, che evidenziano anomalie contrattuali e gravi carenze in termini di sicurezza.
Contratti di solidarietà e assunzioni irregolari
Dal 1998, gli operai lavorano con contratti di solidarietà. Tuttavia, denunciano che l’azienda continua a effettuare assunzioni senza rimuovere l’ammortizzatore sociale per i dipendenti storici. Alcuni lavoratori sono assunti per sole tre ore giornaliere, con compensi di appena 9 euro lordi all’ora, una gestione che non rispetta i criteri di equità né il cosiddetto ricambio generazionale.
Condizioni di lavoro rischiose e carenze strutturali
La lettera denuncia gravi mancanze in termini di sicurezza e rispetto delle normative:
- Obbligo di lavorare sui binari, nonostante il divieto di Ferrovie dello Stato.
- Utilizzo di mezzi che danneggiano le infrastrutture, creando rischi per i viaggiatori.
- Assenza di personale addetto alla sicurezza e mancato rispetto delle prescrizioni da parte del personale Fs.
- Spogliatoi non conformi alle normative (Dlgs 81/2008), senza riscaldamento, raffreddamento adeguato o pavimenti a norma.
- Pulizia dei treni effettuata al buio, spesso con torce non funzionanti.
Queste condizioni non solo mettono in pericolo i lavoratori ma rappresentano anche un potenziale rischio per i viaggiatori.
Pressioni e doppi giri
Gli operai segnalano inoltre una gestione discutibile delle ferie e dei turni di lavoro: ferie forzate per alcuni lavoratori, mentre altri sono costretti a coprire doppi turni, inclusi mattina, pomeriggio e notte. Chi si rifiuta di svolgere lavori pericolosi viene spesso minacciato con provvedimenti disciplinari, un comportamento che aumenta la pressione psicologica sui dipendenti.
Ho sindacati e la mancata risposta
La Filt Cgil aveva già evidenziato alcune delle problematiche segnalate, come la gestione non equa dei contratti di solidarietà, la pressione sui lavoratori e le sanzioni disciplinari frequenti. Tuttavia, l’ultimo documento ufficiale risale a marzo 2022 e da allora non ci sono stati riscontri o interventi concreti.