L’importanza di garantire maggiori tutele salariali ai lavoratori della sanità privata emerge con forza in Calabria, dove il settore privato ricopre un ruolo cruciale a fronte di un sistema pubblico spesso inefficiente. La denuncia arriva dalla Uil, con Santo Biondo, segretario confederale, che ha guidato un’analisi approfondita sul tema, sollevando criticità legate a regolamentazione, trasparenza ed equità salariale.
Secondo la Uil, il sistema di accreditamento delle strutture sanitarie private necessita di una revisione completa. Al momento, nessuna normativa regionale prevede tutele specifiche per i lavoratori. Non esistono clausole chiare che limitano i finanziamenti pubblici alle aziende che applicano contratti collettivi sottoscritti dai sindacati rappresentativi o che rispettino le norme sulla sicurezza.
Biondo sottolinea che la legge per il mercato e la concorrenza del 2022 aveva introdotto principi per migliorare equità e trasparenza , ma la successiva deroga introdotta dal governo tramite il Milleproroghe ha permesso alle Regioni di agire in modo disomogeneo. Solo cinque Regioni – Liguria, Umbria, Lazio, Campania e Calabria – hanno aggiornato le loro delibere, senza tuttavia risolvere le criticità.
Una deregolamentazione rischiosa
L’attuale sistema di accreditamento soffre di frammentazione e mancanza di controlli efficaci. Questo, secondo l’analisi della Uil, favorisce l’espansione indiscriminata di iniziativa privata, spesso senza un adeguato controllo sull’appropriatezza e sulla qualità dei servizi offerti. La Uil chiede quindi una modifica radicale che includa la revoca degli accreditamenti per le strutture non conformi alla legge del 2022.
La risposta della Calabria: nuove regole in arrivo
In risposta alle critiche, la struttura commissariale della sanità calabrese ha emanato un decreto che introduce vincoli più rigidi per l’accreditamento delle strutture private. Dal 1° gennaio 2025, le aziende sanitarie provinciali dovranno contrattualizzare solo strutture conformi ai nuovi requisiti, che includono documentazioni obbligatorie per ogni istanza di accreditamento.
Un appello al governo
La Uil insiste sulla necessità di invertire la tendenza: le risorse pubbliche devono essere assegnate con criteri rigorosi , premiando solo chi rispetta i contratti e garantisce standard elevati di sicurezza e qualità. Per farlo, occorre uniformare i criteri di accreditamento a livello nazionale, superando le attuali disparità regionali.