I “viaggi della speranza” verso le regioni del Nord Italia continuano a crescere, superando anche i livelli pre-pandemia. Questo fenomeno, che grava economicamente sulle regioni del Sud come la Calabria, potrebbe trovare un freno grazie all’articolo 55 della legge di Bilancio, attualmente al vaglio del Parlamento. La proposta mira a ridurre gli spostamenti sanitari non necessari o inappropriati, incentivando le prestazioni locali e ottimizzando l’uso delle risorse economiche.
L’impatto economico della mobilità sanitaria
Secondo i dati forniti da Agenas, nel 2023 la Calabria ha registrato un saldo negativo di oltre 190 milioni di euro dovuto alla mobilità sanitaria. Molti cittadini si spostano in regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per ricevere cure che potrebbero essere ottenute anche localmente con risultati altrettanto validi. Questo flusso incide pesantemente sui bilanci delle regioni del Sud, già gravati da deficit strutturali e dal commissariamento della sanità.
La soluzione proposta nella legge di Bilancio
La norma prevede che le regioni sottoscrivano accordi bilaterali per gestire la mobilità sanitaria interregionale, regolando anche le risorse finanziarie connesse. Il Ministero della Salute, entro febbraio 2025, dovrà predisporre i dettagli di questi accordi, mentre le regioni dovranno applicarli entro il 30 aprile 2026. L’obiettivo principale è limitare i viaggi per prestazioni a bassa complessità, concentrandosi su quelle regioni dove la mobilità passiva rappresenta oltre il 20% del fabbisogno sanitario standard.
Ridurre la mobilità “inappropriata”
La proposta punta a incoraggiare gli spostamenti non strettamente necessari. Come spiegato da Americo Cicchetti, Direttore generale della Programmazione del Ministero della Salute, l’accordo tra regioni prevede verifiche sull’appropriatezza delle prestazioni fornite ai pazienti fuori regione . Per esempio, se un cittadino calabrese viene ricoverato in Lombardia per un trattamento disponibile con standard qualitativi accettabili nella sua regione di origine, la Calabria potrebbe non rimborsare interamente il costo della prestazione.
Libertà di scelta e bilanci sostenibili
La norma non compromette il diritto dei cittadini a curarsi dove lo desiderano. Tuttavia, regolamentare gli spostamenti per patologie meno gravi potrebbe ridurre il peso economico su regioni come la Calabria, che lottano per rientrare dai deficit sanitari e garantire livelli essenziali di assistenza (Lea) adeguati. L’obiettivo è migliorare l’efficienza del sistema sanitario, senza compromettere la qualità della cura.
Conclusioni
Se approvata, la misura inserita nella legge di Bilancio rappresenterebbe un primo passo verso un sistema sanitario più equo e sostenibile. La sfida sarà garantire che i pazienti ricevano cure adeguate senza dover intraprendere spostamenti onerosi, salvaguardando al contempo i bilanci regionali.