Il progetto di alta velocità ferroviaria in Calabria rischia di essere bloccato a causa dei nuovi tagli al Pnrr previsti dal governo. Senza investimenti adeguati, l’infrastruttura potrebbe non vedere mai la luce.
Alta velocità in Calabria: il rischio di nuovi tagli e ritardi nel Pnrr
La realizzazione dell’alta velocità ferroviaria in Calabria potrebbe subire un duro colpo, stando alle nuove ipotesi di revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che il governo Meloni sta valutando. Nella revisione in corso, il governo potrebbe ridurre ulteriormente i fondi destinati alle infrastrutture, colpendo in particolare alcuni lotti della Salerno-Reggio Calabria, per i quali non sono ancora stati definiti dettagli essenziali come il tracciato. Tra i progetti a rischio figurano anche posti letto per studenti, nuove autostrade e miglioramenti ferroviari. Questa situazione ha suscitato critiche da parte di esponenti di diversi schieramenti politici, preoccupati per il destino delle infrastrutture nel Sud Italia.
Paita (Italia Viva): “Giù le mani dalle infrastrutture”
La senatrice Raffaella Paita, di Italia Viva, ha espresso una forte contrarietà, definendo la possibile cancellazione dei fondi per l’alta velocità in Calabria una decisione “assurda”. Secondo Paita, i continui ritardi e tagli nel Pnrr voluti dal governo rappresentano un danno inaccettabile, soprattutto per il Sud e per le aree più svantaggiate del Paese. “Le modifiche al piano e alla governance hanno già comportato ritardi e penalizzazioni”, ha dichiarato Paita, aggiungendo che questa ulteriore riduzione di fondi sarebbe “inaccettabile, specie considerando che la colpa risiede negli errori di calcolo del Ministero”.
La senatrice ha inoltre contestato la narrazione del governo riguardo ai presunti pagamenti da parte dell’Unione Europea, sottolineando che, al contrario, il piano è ancora bloccato ei cantieri per le grandi opere non hanno preso avvio. La mancanza di progressi concreti è un motivo di preoccupazione per chi teme che la Calabria e il resto del Mezzogiorno restino tagliati fuori dalle opportunità di sviluppo.
De Luca (Pd): “Un colpo di grazia per il Sud”
Anche Piero De Luca, capogruppo del Pd in Commissione politiche europee alla Camera, è intervenuto per denunciare la possibilità di ulteriori riduzioni nei fondi del Pnrr. Secondo De Luca, la Calabria potrebbe trovarsi esclusa dai benefici del piano di ripresa, subendo un danno economico e infrastrutturale irreparabile. Ha ricordato come una prima rimodulazione del piano abbia già cancellato significati, tra cui 500 strutture sanitarie e ospedali di comunità e 100 mila posti in asili nido, fondamentali per il miglioramento della qualità della vita nel Sud Italia.
Il dem ha inoltre messo in luce l’intenzione del ministro Fitto di pianificare nuovi tagli prima della sua partenza per Bruxelles, mettendo a rischio anche le risorse per gli studenti e alcuni tratti chiave dell’alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria. Per De Luca, queste manovre rappresentano una rinuncia al rilancio del Sud: “Il Mezzogiorno ha già subito una drastica riduzione dei fondi per lo sviluppo con l’ultima legge di bilancio, e altri tagli equivarrebbero al colpo di grazia per ogni speranza di riequilibrio territoriale “.
Tempi lunghi per l’alta velocità in Calabria
Nonostante le dichiarazioni ottimistiche del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il percorso per portare l’alta velocità in Calabria appare ancora incerto. Se per la Campania si prevede l’attivazione della rete AV entro dicembre 2026, per la Calabria l’attesa sarà ben più lunga. Secondo le stime di Ferrovie dello Stato, il lotto Praia a Mare-Paola sarà completato solo a dicembre 2030, mentre il raddoppio della galleria Santomarco (Paola-Cosenza) dovrebbe arrivare nel 2029, a patto che non emergano ulteriori intoppi o ritardi.
Il rischio di un Sud sempre più isolato
Le ultime notizie sui tagli al Pnrr sollevano dubbi sul futuro del Mezzogiorno e sulla sua capacità di recuperare il differenziale con le regioni del Nord. L’alta velocità ferroviaria è considerata un’opera cruciale per favorire la mobilità e lo sviluppo economico del Sud, ma i continui rinvii rischiano di compromettere l’efficacia degli investimenti già stanziati. La necessità di collegamenti rapidi e moderni, che consentono alla Calabria e al resto del Sud di essere competitivi, è vista come un requisito fondamentale per favorire una crescita economica equilibrata su tutto il territorio nazionale. Se questi fondi dovessero essere ridotti ulteriormente, molti esperti temono che il Mezzogiorno possa restare indietro, senza le infrastrutture necessarie per sostenere lo sviluppo futuro.