Sinistra Italiana a favore della città unica: il futuro della fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero

Con il referendum alle porte, il partito cosentino esprime un sostegno condizionato alla fusione dei comuni, criticando la legge regionale e suggerendo un approccio partecipativo

Sinistra Italiana rompe il silenzio sul tema della fusione tra i comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero e lo fa attraverso un documento redatto dall’assemblea del circolo urbano, firmato dal portavoce Antonio Curcio. La posizione del partito è di apertura alla fusione, ma con riserve ben definite, dettate dalle condizioni attuali e dalla necessità di un progetto strutturato. Il partito sottolinea che la nascita di una città unica, in grado di unire in un solo comune una popolazione di circa centomila abitanti, richiede un piano preciso e concertato, mirato a evitare una gestione frammentaria e disomogenea del territorio.

A differenza di altre forze politiche, come il Partito Democratico, che ha organizzato i “Comitati per il Sì” e sostiene apertamente la fusione tramite figure di rilievo come il capogruppo Mimmo Bevacqua e il vicepresidente regionale Franco Iacucci, Sinistra Italiana pone come priorità una pianificazione partecipata. Curcio spiega come l’assemblea del circolo abbia analizzato attentamente lo studio del gruppo di lavoro e, pur sostenendo il progetto, esprima numerose perplessità sul percorso istituzionale promosso dalla legge regionale. Tale normativa, secondo Sinistra Italiana, è carente di incentivi regionali e privata di una strategia di avvicinamento graduale tra i comuni.

Sinistra Italiana propone un approccio integrato e sostenibile per la città unica. Tra le condizioni ritenute fondamentali spicca l’elaborazione di un Piano strutturale associato che include anche i comuni limitrofi e promuove uno sviluppo urbano a impatto zero sul consumo del suolo. Si auspica anche la creazione di un Piano della mobilità sostenibile e del verde pubblico, con collegamenti efficienti dall’Università della Calabria alle aree storiche di Cosenza, Rende e Castrolibero. Il partito ritiene necessario includere i cittadini e le associazioni locali in questo processo e chiede una nuova Carta statutaria comunale , che istituisca municipi con rappresentanze elettive nei territori storici dei tre comuni, per garantire autonomia operativa nelle aree di competenza.

L’attenzione di Sinistra Italiana è rivolta anche all’Università della Calabria e all’ipotesi di realizzare un nuovo ospedale nell’area di Arcavacata, destinato a diventare un hub sanitario di riferimento regionale. Il partito sottolinea come un progetto di questa portata richiede una programmazione attenta e partecipativa e che, nel caso in cui il referendum vedesse una bassa affluenza o la vittoria del “No”, sarebbe la politica stessa a dover ridefinire una tabella di marcia più inclusiva.

Per Curcio e Sinistra Italiana, un progetto così ambizioso può influenzare positivamente lo sviluppo sociale e culturale dell’intera area urbana e della Calabria stessa. Tuttavia, in mancanza di un approccio trasparente e partecipazione, la responsabilità di un eventuale fallimento si ricadrebbe sulla destra regionale, accusata di aver avviato un processo incompleto e poco chiaro.

In conclusione, Sinistra Italiana invita i cittadini a votare favorevolmente al referendum, evidenziando che il risultato, anche se consultivo, sarà un messaggio chiaro per tutte le forze politiche coinvolte. La costruzione di una città unica e sostenibile sarà possibile solo con una visione innovativa e inclusiva, pensata per le esigenze di tutti i cittadini, dai bambini agli anziani, e con l’obiettivo di affermare la città come motore sociale, culturale ed economico della Calabria.

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