Potabilizzatore dei Laghi di Sibari: arrivano le prime relazioni dei tecnici

Scrive il Comune di Cassano all'Ionio: "Confermano lo stato di abbandono e la mancanza di interventi all'impianto oltre all'atteggiamento scorretto dell'Associazione Laghi di Sibari"

«Questi documenti, redatti di tecnici e dagli esperti, di cui diamo conto e che pubblichiamo integralmente – commenta il sindaco Giovanni Papasso – ci dicono cosa sta succedendo e cosa sia successo in passato col potabilizzatore dei Laghi di Sibari e, soprattutto, il perché siamo stati costretti a intervenire e fare chiarezza».
Nella relazione redatta dall’Ingegnere Maurizio Gimigliano, specializzato nel trattamento delle acque, emerge come: 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐚𝐬𝐜𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐢 𝐩𝐨𝐳𝐳𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐞𝐬𝐢𝐚𝐧𝐢, 𝐬𝐢 𝐧𝐨𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 in quanto «la stessa – si legge nella relazione – è completamente aperta a parte un tetto e facilmente inquinabile sia da persone che animali in quanto non esiste alcuna zona di rispetto come indicato dalla legge. 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐜𝐚, 𝐜𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐠𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚 𝐦𝐚𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐏𝐫𝐨𝐛𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨, 𝐝𝐨𝐬𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐩𝐨𝐜𝐥𝐨𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐝𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨. Ciò che si è trascurato è che più cloro si utilizza più sottoprodotti si formano. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐥𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐧𝐜𝐞𝐫𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢 quindi, come indicato dalla legge 18/23, dovrebbero essere ridotti al minimo e mantenuti con una concentrazione al di sotto di quanto indicato dalla legge».
Analizzando l’impianto di potabilizzazione all’interno si comprende che «𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐨𝐬𝐨𝐟𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐝𝐨𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 …𝐬𝐞𝐥𝐯𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨… 𝐞̀ 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐦𝐩𝐞 𝐝𝐨𝐬𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐞».
Altri elementi evidenziati: 𝐟𝐢𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐧𝐨: «𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢 – 𝐬𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 – 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐩𝐮𝐭𝐚𝐭𝐢» 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨: 𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐩𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞. Idem per il carbone attivo non sostituito e, quindi, inutili.
𝐋𝐚 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚: 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐞 𝐞 𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨𝐩𝐩𝐢 𝐬𝐮𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐯𝐚𝐬𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐮𝐠𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐚. 𝐒𝐞𝐠𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢, «𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐞». Chiaramente la relazione dell’ingegnere Gimigliano evidenzia tutti gli interventi necessari e da attuare nel brevissimo tempo e ai quali stiamo già provvedendo.
Sulla stessa lunghezza d’onda è la formale diffida che l’impresa Teodoro D’Ambrogio, anch’essa specializzata in potabilizzazioni, nei giorni scorsi ha inviato all’associazione Laghi di Sibari sottolineando che la prima nota di AssoLaghi li ha tirati strumentalmente in ballo «pregiudicando gravemente la loro immagine apparsa all’opinione pubblica trasformista».
L’impresa ha solo eseguito alcune riparazioni di manutenzione per l’Associazione Laghi di Sibari ma dalle lavorazioni è rimasto escluso qualsiasi intervento specifico sul funzionamento dell’impianto di potabilizzazione. «𝐀𝐧𝐳𝐢 – 𝐬𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐮𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 – 𝐢𝐧 𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 e si è suggerito di procedere ad automatizzare i lavaggi che venivano eseguiti manualmente». 𝐍𝐞𝐥 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐃’𝐀𝐦𝐛𝐫𝐨𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐥𝐚𝐠𝐡𝐢 «𝐚𝐝 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐞 𝐚 𝐟𝐚𝐫 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐭𝐞», 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́.
«Queste due relazioni firmate dagli esperti – chiude la sua disamina il sindaco Papasso – ci offrono la chiave di lettura del perché siamo attaccati violentemente dopo aver sollevato la questione del potabilizzatore. 𝐀𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐠𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨. 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐬𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐢. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐋𝐚𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐢𝐛𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐮 𝐜𝐮𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐳𝐚. Ora bisogna far calare il sipario su questa strumentale polemica e lavorare per risolvere il problema ed evitare in errori che danneggiano solo i cittadini, i residenti e i diportisti dei Laghi di Sibari. 𝐒𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐡𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐮𝐛𝐛𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐝𝐮𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 integralmente e che sono ben altra cosa del chiacchiericcio sui social o sulle darsene».
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