L’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) ha sollevato numerose preoccupazioni riguardo lo stato di avanzamento del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), durante un importante incontro tenutosi a Vico Equense sul tema delle “Opere Pubbliche oltre il 2026”. L’evento ha rappresentato un’occasione cruciale per fare il punto sul settore delle costruzioni, in presenza di una vasta platea di imprenditori, professionisti ed esperti del settore. Nel corso del convegno, la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, ha affrontato la problematica dell’eccessiva burocrazia, richiamando i trent’anni dalla Legge Merloni, che ha segnato un periodo di “bulimia normativa” nel settore delle opere pubbliche.
Una delegazione di Ance Calabria, guidata dal presidente regionale Roberto Rugna e dal vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno Giovan Battista Piercacciante, ha sottolineato le difficoltà affrontate dalla regione. Rugna ha evidenziato che, al momento, ci sono ritardi significativi nelle progettazioni esecutive, fondamentali per rispettare le scadenze del Pnrr, soprattutto per quanto riguarda le grandi infrastrutture come le ferrovie. Tra le cause principali di questi ritardi, Rugna ha citato la debolezza strutturale delle amministrazioni locali, spesso incapaci di gestire le procedure complesse richieste dal Pnrr.
Un altro fattore critico riguarda i ritardi nei pagamenti. Sebbene la normativa stabilisca che i pagamenti debbano essere effettuati entro 30 giorni dall’emissione dello Stato di Avanzamento Lavori (Sal), nella pratica i tempi si allungano spesso fino a 5-6 mesi, creando ulteriori difficoltà per le aziende impegnate nei lavori. A tutto questo si aggiunge il problema del caro materiali, che ha reso molti progetti economicamente insostenibili, causando frequenti interruzioni dei cantieri.
Rugna ha inoltre segnalato la lentezza con cui vengono gestite le revisioni dei prezzi necessarie per compensare l’aumento dei costi. Mentre alcuni adeguamenti sono stati concessi nel 2023, rimangono bloccati quelli relativi al 2022, e per il 2024 non si prospettano ancora soluzioni. Questa situazione ha incrementato l’incertezza nel settore, ostacolando ulteriormente la realizzazione degli interventi previsti dal Pnrr.
In conclusione, la situazione descritta dall’Ance e dai suoi rappresentanti, in particolare dalla delegazione calabrese, mette in luce le sfide che l’Italia sta affrontando nell’attuazione del Pnrr. L’urgenza di semplificare le procedure burocratiche e risolvere le problematiche legate ai costi dei materiali risulta fondamentale per evitare ulteriori ritardi e garantire il successo del piano.