Il progetto della fusione tra i comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero continua a guadagnare consensi, con l’appoggio di forze politiche e sociali. Il segretario provinciale della Uil, Luigi Cretella, ha confermato il suo sostegno, unendosi a Confindustria e al rettore dell’Unical, Nicola Leone, già favorevoli alla creazione della Città unica.
Anche Sinistra Italiana, con l’esponente Maria Pia Funaro, ha espresso un’apertura verso la fusione. Il progetto gode inoltre di un ampio consenso tra i partiti di centrodestra e ha trovato un appoggio anche nel Partito Democratico, che attraverso i suoi rappresentanti regionali, Mimmo Bevacqua e Franco Iacucci, ha annunciato la presentazione di un emendamento alla legge regionale. Tale emendamento, che riguarda l’avvio dell’iter di fusione, punta a posticipare la data di inizio del processo dal febbraio 2025 al febbraio 2027, con l’approvazione definitiva della legge che istituirà la nuova entità amministrativa solo dopo il risultato del referendum.
Sul fronte del referendum popolare, atteso per decidere sull’effettiva realizzazione della fusione, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dovrebbe presto indicarne la data. Tuttavia, il referendum è fortemente osteggiato dalla giunta comunale di Cosenza e da ex consiglieri di Rende, i quali intendono presentare un ricorso al Tar per bloccare l’iniziativa.
Nonostante l’opposizione, i sostenitori della fusione si preparano a mobilitare i corpi intermedi a favore del “sì”. Tra gli attivisti spicca il nome di Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, il quale ha annunciato una campagna referendaria che coinvolgerà Confindustria, Confartigianato, Confagricoltura, oltre alle associazioni dei commercianti, il mondo della Chiesa e le organizzazioni sindacali. Antoniozzi ha sottolineato l’importanza di queste realtà nel rappresentare e coinvolgere la cittadinanza nel progetto della Città unica.
Resta comunque centrale l’Università della Calabria nel disegno di fusione, con un ruolo che sarà di grande importanza nel futuro assetto territoriale e amministrativo. Sul piano politico, Antoniozzi ha auspicato che, dopo il referendum, le forze politiche trovino un accordo, confidando nel contributo del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e della presidente della commissione competente, Luciana De Francesco.
Abbondoniano il concetto feudatario ,vecchio e non più propositivo in logica di uno sviluppo comune , efficiente, integrativo delle tre diverse realtà urbane e pensiamo ai benefici che avranno i cittadini che vivranno in una grande area urbana con modelli di crescita diversi in termini di aumento delle imprese ,del commercio,della cultura ,di una migliore sanità pubblica e privata e di una qualità della vita migliore.VIVA LA FUSIONE,FACCIAMO GLI INTERESSI DEL POPOLO E NON DI ALCUNI RAPPRESENTANTI POLITICI . Ragioniamo con i neuroni e non con le tasche.