Processo Bergamini, la sorella Donata: “È emersa una verità che avrebbe dovuto venire alla luce nel 1989”

All'uscita dall'aula la sorella dell'ex calciatore rossoblu e l'avvocato di parte Civile Fabio Anselmo hanno parlato coi cronisti presenti

Ventitré anni di carcere: è questa la richiesta avanzata dal pm Luca Primicerio e dal procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio nei confronti di Isabella Internò, l’ex fidanzata di Denis Bergamini, scomparso il 18 novembre del 1989 lungo la statale 106 a Roseto Capo Spulico. La donna è accusata di concorso in omicido con ignoti davanti ai giudici della Corte d’assise di Cosenza.

All’uscita dall’aula l’avvocato di parte civile Fabio Anselmo ha dichiarato : “Non commento la richiesta dei pm perché non sta all’avvocato di parte civile parlare di pena. Devo dire che la requisitoria è stata molto bella, completa, precisa, interessante e ha colpito nel segno. L’unica cosa con cui non sono d’accordo è che Isabella Internò di oggi possa essere migliorata rispetto al comportamento di allora. Stando al comportamento processuale, è la stessa se non peggio”.

Anche Donata Bergamini ha parlato all’uscita dall’aula: “Sono stata contenta della requisitoria perché sono emerse le verità che sia io che mio padre gridavamo sin dall’inizio. Queste verità dovevano emergere nel 1989, ma qualcuno non ha voluto farlo. Dopo così tanti anni la Internò poteva parlare e comportarsi in modo diverso”. 

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