La puntata di “Presa Diretta” su Rai3 ha riportato l’attenzione sulla crisi sanitaria in Calabria, evidenziando problemi strutturali e di gestione che affliggono la regione da anni. L’inchiesta ha raccolto testimonianze da diverse città, tra cui Polistena, Palmi, Locri e Cosenza, mettendo in luce questioni che continuano a paralizzare il sistema sanitario locale.
Personale inidoneo e conflitti di interesse
Uno dei principali problemi emersi riguarda il personale medico considerato inidoneo. Si tratta di oltre 1.300 tra medici e infermieri che, secondo certificati emessi da colleghi delle stesse Aziende Sanitarie Provinciali (Asp), non possono svolgere turni notturni, lavorare nelle emergenze o operare in sala operatoria. Il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, ha ammesso che questa situazione rappresenta un problema rilevante, sottolineando l’esistenza di un evidente conflitto d’interesse che ha generato distorsioni nel sistema.
Occhiuto ha dichiarato di voler approfondire le soluzioni legali per intervenire su questo fronte, ma ha espresso dubbi sull’effettivo impatto che questi medici potrebbero avere sul miglioramento del sistema sanitario. In una frase particolarmente significativa, ha affermato che si sentirebbe più sicuro nel farsi operare da un medico cubano con due specializzazioni, piuttosto che da un medico calabrese dichiarato inidoneo e che non pratica da 15 anni.
I risultati di due anni di lavoro di Occhiuto
Nell’intervista, Occhiuto ha rivendicato i progressi ottenuti nei suoi due anni di gestione della sanità calabrese, soprattutto alla luce dei 14 anni precedenti di commissariamento, durante i quali la situazione è notevolmente peggiorata. Ha precisato che i ritardi nella sanità regionale non sono imputabili a lui e che in breve tempo ha fatto molto più di quanto realizzato nei precedenti quindici anni.
Il governatore ha anche toccato la delicata questione del debito sanitario. Ha spiegato che il debito non è ancora stato completamente quantificato, ma si stima che vi siano circa 800 milioni di pretese creditorie. Di queste, circa il 50% è stato pagato, corrispondente ai crediti ritenuti legittimi, grazie anche agli accertamenti condotti in collaborazione con la Guardia di Finanza.
Commissariamento e bilanci non chiusi da anni
Un altro problema grave evidenziato è quello delle Asp che non chiudevano i bilanci da 12 anni, una situazione che ha ulteriormente aggravato il quadro finanziario della sanità calabrese. Occhiuto ha accusato sia il centrodestra che il centrosinistra di aver contribuito al disastro attuale, sottolineando come il commissariamento, invece di risolvere le criticità, ne abbia creato di nuove e persino più gravi.
Il futuro della sanità calabrese
Nonostante le difficoltà, Occhiuto si è mostrato determinato a continuare il processo di risanamento della sanità calabrese, seppur consapevole delle enormi sfide ancora da affrontare. L’obiettivo rimane quello di riportare efficienza e qualità nei servizi sanitari di una regione che da anni soffre di ritardi e cattiva gestione.