Una sentenza storica per la tutela delle imprese tradizionali
Con la sentenza n° 06007/2024, depositata l’8 luglio, il Consiglio di Stato ha stabilito un precedente importante nel settore della cura professionale del tessile, accogliendo il ricorso presentato da Confartigianato.
A darne l’Annuncio il sito di Confartigianato Cosenza: la decisione riguarda il caso di una lavanderia self-service che, oltre al servizio a gettoni, offriva anche stireria, in violazione delle norme vigenti. Questa sentenza segna la fine di una lunga battaglia legale iniziata nel 2017, volta a contrastare l’espansione dei servizi impropriamente offerti dalle lavanderie self-service.
Il ruolo del responsabile tecnico e la tutela delle imprese
Uno dei punti centrali della sentenza è il riconoscimento dell’importanza del responsabile tecnico per le attività di manutenzione dei capi, come previsto dalla legge n° 84 del 2006. Secondo la normativa, infatti, per poter operare nel settore della cura professionale del tessile, è necessario disporre di un responsabile tecnico, requisito che non può essere ignorato. La mancanza di questa figura nelle lavanderie self-service che offrono servizi aggiuntivi, come la stireria, è stata al centro del ricorso che ha visto prevalere Confartigianato.
Un percorso di successo: dalle circolari alle sentenze
La vittoria ottenuta da Confartigianato non arriva per caso, ma è frutto di un percorso lungo e articolato. Già in passato, l’associazione aveva lavorato con il Ministero delle Attività Produttive per introdurre cambiamenti significativi, come la distinzione tra i codici ATECO delle lavanderie tradizionali e quelle self-service, e l’alert delle Camere di Commercio sulla presenza del responsabile tecnico. Tuttavia, queste misure non si erano dimostrate sufficienti a risolvere del tutto il problema, portando così alla necessità di intraprendere l’azione legale.
L’importanza del rispetto delle norme
La sentenza definitiva del Consiglio di Stato rappresenta un punto di svolta. Carlo Zanin, Presidente del Gruppo Lavanderie della Confartigianato di Venezia, è stato tra i protagonisti di questa battaglia, sottolineando l’importanza di rispettare la legge e di garantire che i Comuni vigilino sui casi di abuso di professione. La decisione finale stabilisce chiaramente che chi desidera operare nel settore deve soddisfare i requisiti previsti dalla legge, offrendo un’importante tutela per le imprese che seguono le regole.