Cosenza, 36 anni fa l’omicidio di Roberta Lanzino

Nell'estate del 1988 la giovane rendese venne violentata e uccisa, e il suo corpo fu rinvenuto il giorno successivo. L'omicidio di questa giovane donna segnò profondamente l'intera comunità

Roberta Lanzino aveva solo 19 anni quando la sua vita, giovane, spensierata e intrisa di sogni e speranze, fu brutalmente interrotta trentasei anni fa. Oggi avrebbe compiuto 55 anni e la domanda su come sarebbe potuta essere la sua esistenza rimane senza risposta. In molti la ricordano principalmente per la sua tragica fine e per il sorriso che adornava le foto pubblicate dai media dopo l’orrendo delitto.

Roberta viveva a Rende e, in quella calda giornata di fine luglio, si stava dirigendo al mare, a San Lucido, per trascorrere del tempo con i genitori che la attendevano. Era in sella al suo motorino quando, percorrendo la strada per Falconara Albanese, incrociò il cammino dei suoi aguzzini. Fu vittima di un atroce crimine: venne violentata e uccisa, e il suo corpo fu rinvenuto il giorno successivo. L’omicidio di questa giovane donna segnò profondamente l’intera comunità, suscitando una forte indignazione e un intenso desiderio di giustizia, attirando l’attenzione dei media a livello nazionale.

Dopo il barbaro omicidio, si avviarono anni di indagini complesse, che portarono all’arresto di due pastori, rilasciati poi per mancanza di prove. Nel 2011 la situazione sembrò riaprirsi grazie a nuove testimonianze e a una revisione del caso: due uomini, Giuseppe Cosco e Francesco Sansone, furono accusati dell’omicidio di Roberta, in base alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Tuttavia, nel 2013 il processo si concluse con l’assoluzione di Cosco e Sansone per insufficienza di prove, con la corte che stabilì la mancanza di elementi sufficienti per collegare i due all’omicidio.

Nel 2017, una nuova inchiesta portò all’arresto di Franco Sansone e Angelo Franco, ma anche questa pista non si tradusse in condanne definitive. Attualmente, dunque, non ci sono colpevoli identificati e condannati per l’omicidio di Roberta, lasciando un profondo senso di ingiustizia nella famiglia e nell’intera comunità.

Tuttavia, la sua scomparsa ha lasciato un’eredità significativa. In sua memoria è stata istituita la “Fondazione Roberta Lanzino“, dedicata a supportare le vittime di violenza e a promuovere la cultura del rispetto e della legalità. La fondazione è attivissima nell’organizzazione di eventi, conferenze e attività educative, mirate a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza di genere e sui diritti delle donne. La tragica storia di Roberta continua a rappresentare un simbolo nella lotta contro la violenza sulle donne e ispira azioni per prevenire simili crimini, sostenendo al contempo le vittime.

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